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    Ecco come una casa costruita a mano ha aiutato due Superhost pensionati a svolgere un'attività lavorativa

    Dal primo mattone al primo ospite, una coppia condivide il suo viaggio come host.
    Da Airbnb, in data 17 gen 2019
    Lettura di 5 min.
    Ultimo aggiornamento: 28 apr 2021

    Per i Superhost Mary e Buster Reynolds, l'ospitalità e la costruzione di case hanno fatto parte delle loro vite per 40 anni. "È un vero e proprio stile di vita," ha rivelato Buster. Nel 1980, lui e sua moglie Mary hanno iniziato a costruire a mano la casa in cui vivono e che ora condividono con gli ospiti. "Con tutta questa nuova gente che viene a stare da noi, guardiamo la nostra casa da un punto di vista diverso. Siamo molto orgogliosi di ciò che è successo." La proprietà, situata in un'ex riserva naturale di uccelli, a 30 minuti in autobus da Johannesburg, in Sudafrica, è composta da una casa principale con tre stanze per gli ospiti e da due cottage, destinati sempre agli ospiti. La coppia ha finalmente completato la casa "ieri sera!" ammette ridendo Mary, che aggiunge: "Ho letteralmente appena finito di piastrellare il nuovo bagno."

    Mary e Buster hanno interrotto momentaneamente la piastrellatura per raccontarci di come hanno iniziato a ospitare, del modo in cui ciò li ha aiutati durante la pensione e del perché potrebbe esistere un'altra casa proprio come la loro a quasi 5.000 km di distanza, in Nigeria.

    Costruire personalmente una casa sembra un'impresa enorme. Avevate già lavorato entrambi nell'edilizia?
    Mary: "In realtà no. Buster è un cameraman in pensione, mentre io ho lavorato per gran parte della mia vita nel campo dell'istruzione. Un tempo avevamo un padrone di casa che costruiva cottage, ed erano realizzati così male da farci pensare che, se lo poteva fare lui, noi potevamo farlo meglio. Perciò Buster ha seguito un corso di muratura, mentre io ho comprato un libro di idraulica."

    È la vostra preparazione?
    Buster: (ride) "Non avevamo i soldi per comprare una casa all'epoca. Era l'unico modo per avere la sistemazione che desideravamo sul pezzo di terra che volevamo. Perciò siamo partiti con 3.000 ZAR (185 EUR) e da lì abbiamo proseguito. Abbiamo dedicato tutti i weekend, il tempo libero e i risparmi alla casa."

    Mary: "Buster si è occupato della struttura, mentre io ho lavorato all'interno. Il legno delle travi è stato ricavato da alberi della gomma locali, mentre altri tipi di legno provengono dalla discarica della Crown Mine, una delle prime miniere d'oro di Johannesburg. Le uniche cose per cui abbiamo ingaggiato qualcuno sono state l'impianto elettrico e il tetto di paglia, perché si trattava di un lavoro che richiedeva una notevole specializzazione. Costruire tetti di paglia è una forma d'artigianato locale, perciò abbiamo assunto esperti del luogo che hanno realizzato il tetto utilizzando fili d'erba tagliati a mano dalle loro mogli. È come Michelangelo con la Cappella Sistina, che ha trascorso quasi una vita su e giù dalle impalcature. È come vivere in un'opera d'arte."

    Parlare della casa è stato utile per entrare in contatto con gli ospiti?
    Buster: "Assolutamente sì. La casa è a pianta aperta, un concetto architettonico che nel 1980 non esisteva nemmeno. Ora finalmente il futuro viaggia di pari passo con noi! Gli ospiti entrano dalla porta della cucina e sono subito in contatto con la casa e ciò che serviamo loro per colazione: marmellate fatte da noi con la frutta dell'orto, sottaceti, chutney e ancora muffin e granola fatti in casa. Offriamo sempre vari tipi di pane, tanto caffè e tè rooibos, una specialità del Sudafrica. Passiamo almeno un'ora a parlare al tavolo della colazione."

    Mary: "Abbiamo ospitato un gruppo dalla Nigeria che si aspettava un hotel a 5 stelle. Appena entrati in casa non riuscivano a nascondere la delusione, ma non c'è voluto molto prima che affrontassero la situazione con tranquillità. Una volta andati via, uno di loro ha chiesto una copia della planimetria della casa perché voleva costruirne una uguale. Quindi da qualche parte in Nigeria potrebbe esserci un clone di casa nostra."

    Non mi viene in mente un complimento più grande di questo! Com'è iniziata la vostra avventura di host?
    Mary: "Attraverso l'AFS, American Field Service, un programma di scambio internazionale. Nel 1984 abbiamo fatto un viaggio stupendo in America e, non appena tornati, abbiamo scoperto che l'AFS cercava famiglie presso cui accogliere gli associati. Da allora, ogni anno abbiamo ospitato un gruppo di sette studenti provenienti da tutto il mondo. Ospitare per noi è diventato uno stile di vita. Abbiamo anche aggiunto due cottage, originariamente per i nostri genitori e successivamente per affittarli. Nel 2017, nostra figlia Katy ci ha incoraggiato a iscriverci su Airbnb e abbiamo iniziato a ricevere prenotazioni quasi subito."

    Cosa vi piace di più dell'attività di host?
    Mary: "Le persone. Ci è sempre piaciuto ospitare gente qui, scoprire culture differenti e comprendere quali sono i motivi per cui molti vengono a visitare il Sudafrica. Abbiamo accolto un gruppo incredibile di afroamericani di Chicago che desiderava scoprire le proprie radici. Li abbiamo indirizzati verso luoghi che credevamo avrebbero regalato loro autentiche esperienze africane. Sono rimasti stupefatti e hanno scoperto una grandissima affinità con questa cultura."

    Buster: "C'è stato anche un uomo argentino che è rimasto così colpito dal nostro sistema di compostaggio da voler avviare un'attività nel campo del compost al suo ritorno a casa. Sono storie come queste che ci spingono a proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso."

    Mary: "Va anche considerato che Buster ha dovuto scegliere il prepensionamento e, dato che anche io sono una pensionata, seppur ancora parzialmente impiegata in un'attività lavorativa, questo canale aggiuntivo di introiti ha fatto una notevole differenza per noi. In questo modo abbiamo potuto continuare a vivere nella nostra casa. Per noi lavorano anche due collaboratrici domestiche e un giardiniere. Se non fosse per le entrate derivanti da Airbnb, avrebbero perso il lavoro. Il nostro scopo non è quello di fare profitti o il grande colpo della nostra vita (decisamente no), ma solo di poter restare in possesso della nostra casa e far continuare a lavorare Nelly, Elizabeth e Mishek."

    Avete qualche consiglio per gli host?
    Mary: "Deve piacerti ciò che fai, altrimenti non ne vale la pena. Noi adoriamo ospitare. E quando la gente apprezza certi accorgimenti, sai che lo stai facendo bene."

    Le informazioni contenute in questo articolo potrebbero aver subito modifiche dopo la data di pubblicazione.

    Airbnb
    17 gen 2019
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